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VIGILANZA ALLO SPECCHIO
Una fotografia in bianco e nero, quella scattata nell’ultimo rapporto 2010 di Federsicurezza, la Federazione del settore della vigilanza e della sicurezza privata. Si riducono, infatti, del 3,5% il numero degli istituti di vigilanza attivi nel nostro paese ( sono ora 913) colpiti dalla scure, da un lato della crisi e, dall’altro, dal processo di liberalizzazione del settore che ha ridimensionato gli istituti più piccoli. E così, mentre la percentuale degli istituti con utili superiori ai 500 mila euro è raddoppiata (dal 2 al 4%) ed aumenta la quota di mercato posseduta delle prime 50 aziende di settore che, nel 2008, hanno concentrato il 50% del fatturato complessivo con oltre 2,5 miliardi di euro, aumenta il numero di istituti che dichiarano un risultato operativo in perdita .
Ma la sicurezza è ancora nei pensieri e nelle scelte di molti, con tassi di crescita costante se si pensa che, a livello europeo, le ultime stime parlano di 7-8 milioni di allarmi in abitazioni/piccole attività, collegati ad istituti di vigilanza, pari ad un tasso di diffusione del 4%, in crescita dello 0.3%-0.4% ogni anno.
In questo scenario, il settore della vigilanza privata registra comunque un primato in termini di tassi di sopravvivenza delle imprese di ben 14 punti superiore (82.3%) alla media nazionale nei 5 anni. Un dato che conferma e rafforza la voglia di sicurezza di questo periodo.
La fonte
www. federsicurezza.it
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