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CACTUS HIGH TECH
Immaginate la scena. Due uomini, fermi con la loro macchina sul ciglio della strada estraggono dal bagagliaio vanghe e picconi. Si avvicinano ad una pianta di cactus poco distante e, delicatamente, la estraggono dal terreno. Poi, con altrettanta cura, la poggiano sul retro della macchina e si allontanano.
Siamo nel Palm Desert, in California, e i due prodi non sono guardie forestali ma un avamposto di quel piccolo ma agguerrito esercito di ladri di cactus che, ogni giorno, si impossessa dei rari “golden barrel” , cactus noti in Italia col nome di “cuscino della suocera”, il cui valore, sul mercato, si aggira tra i 100 e gli 800 dollari a pianta.
Furti così frequenti che hanno portato le autorità locali a rispondere con misure di prevenzione senza precedenti: telecamere di sorveglianza nelle zone a più intensa concentrazione di queste specie, pattugliamenti continui di ranger mentre si sta pensando di impiantare nelle piante più antiche speciali microchip che permettano di riconoscere i vegetali rubati.
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